LA COMUNICAZIONE RADIO TEDESCA (IN BREVE)
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| Nella foto il mezzo “Sd.Kpz.251” nelle unità di comunicazione radio. |
Di per sé, la presenza della radio è un aspetto importantissimo ed è estremamente utile! Offre tanti vantaggi e opportunità. Ma, se una colonna tedesca nel bel mezzo della marcia iniziava a comunicare con la radio da 80 o 100W di trasmittente, questo portava a farsi sentire e scoprire (come posizione) non solo dalle proprie unità, ma anche dai propri nemici! Spesso anche una radio minore da 30W per un battaglione era abbastanza per essere scoperta dalle unità di radio ricognizione nemiche. Farsi sentire o captare poteva far capire al nemico la propria presenza, il proprio spostamento e addirittura la sua direzione. I sovietici riuscirono anche a capire di che unità si trattava, anche in base al metodo di trasmissione dei dati, sempre personalizzato dal radiofonista dell'unità. E farsi scoprire durante le marce era un vero problema: prima di un attacco poteva portare alla perdita dell'effetto sorpresa e dare il tempo al nemico di prepararsi o attaccare in anticipo.
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| Nell'immagine il mezzo per la comunicazione radio Sd.Kfz.263 (8 rad) per le unità di ricognizione. |
Sebbene lo Stato Maggiore dell'Esercito tedesco avesse formulato due requisiti principali per l'equipaggiamento della Wehrmacht - "completa motorizzazione e radiocomunicazioni affidabili" - in pratica questi non furono soddisfatti.
Sì, tutti i mezzi corazzati mobili della Wehrmacht all'inizio della guerra erano dotati di radio (cioè avevano un ricevitore), ma questo era stato organizzato per la semplice ragione che non erano poi così tanti (poche migliaia di carri armati della Wehrmacht contro decine di migliaia nell'Armata Rossa). Inoltre, c'erano dei problemi con il "feedback" di questa "valanga di mezzi e carri" e, di conseguenza, con la gestione operativa.
La situazione era ancora peggiore per quanto riguarda l'interazione con la fanteria e l'artiglieria, che era anch'essa limitata, poiché le unità corazzate e quelle di fanteria, ad esempio, utilizzavano frequenze diverse e non intersecabili ed erano costrette ad agire attraverso gli stati maggiori. Inoltre, la transizione alle radiocomunicazioni non era psicologicamente facile neanche per gli ufficiali tedeschi.
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| Il feldmaresciallo Rommel a bordo del proprio Sd.Kfz. 250, battezzato Greif, nel 1942 |
Oltre a questo, bisogna capire che le radio di quei tempi non erano ideali: si sentivano spesso male, e la loro efficacia dipendeva dal tempo atmosferico, dalla posizione geografica (boschi, colline) e da molti altri fattori che modificavano la loro qualità trasmittente.
Inoltre, per avere un collegamento più stabile e di maggiore gittata, era necessario non solo fermarsi, ma spesso anche posizionare le antenne, che erano alte anche un paio di metri! Questo richiedeva tempo e un po' di "calma", rendendo le radio del periodo molto capricciose.
Di conseguenza, per sfuggire alla ricognizione radio nemica e avere un collegamento più stabile, all'epoca si preferiva utilizzare il collegamento radio tramite cavo. Per questo motivo i tedeschi avevano anche appositi APC con chilometri di cavo che si tiravano dietro in bobine e si srotolavano in movimento. Questo tipo di collegamento era preferito per la comunicazione a livello "battaglione-brigata". In fase di difesa, invece, è chiaro che a qualsiasi livello di comunicazione si preferiva utilizzare solo il cavo!
Un altro efficace metodo di comunicazione poco conosciuto, ma estremamente diffuso tra i battaglioni e le brigate tedesche, era il classico "postino in motocicletta". Questo permetteva di scambiare dati abbastanza velocemente tra le unità senza ricorrere alla radio e rischiare di essere intercettati e scoperti se non c'era un collegamento radio a filo tra le unità. Appositamente per questo, le motociclette erano diffuse a quasi qualsiasi livello di comando tedesco e potevano essere dotate anche di trazione cingolata se necessario. Nello stesso momento, il postino poteva passare per varie unità e creare uno scambio di informazioni tra più unità contemporaneamente.
Naturalmente, in fase offensiva non si può realizzare una collaborazione efficace senza radio! Tuttavia, quando il combattimento a fuoco è già iniziato, la segretezza delle conversazioni è spesso messa in secondo piano per favorire l'organizzazione.
In quelle occasioni quando era possibile utilizzare le proprie capacità radio, si utilizzavano le radio FuG 5 con trasmettitore da 10 watt, era una radio da carro impiegata dalla Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale. Introdotta nel 1939, rappresentò un tassello fondamentale per la comunicazione all'interno delle unità corazzate tedesche. Con frequenza: 27-33 MHz e potenza: 10 watt aveva una portata massima di circa 10 km (in condizioni geografiche e atmosferiche perfette). Queste radio permettevano di comunicare con altre unità e dare ordini alle unità munite di ricevitori. La FuG 5 venne installata su tutti i tipi di carri armati tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, diventando uno strumento indispensabile per le forze corazzate. La sua efficacia spinse lo sviluppo di modelli successivi come la FuG 7, la FuG 16 e la FuG 25, che offrivano caratteristiche avanzate come una maggiore portata e la possibilità di comunicazione criptata.
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| Il APC Sd.Kfz.251 con all'interno una radio "Friedrich" |
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LA COMUNICAZIONE RADIO TEDESCA (IN BREVE)© 2024 di Alex Onica è concesso in licenza sotto CC BY-NC-SA 4.0









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