LA COMUNICAZIONE RADIO TEDESCA (IN BREVE)

Nella foto il mezzo “Sd.Kpz.251” nelle unità di comunicazione radio.


Preparandosi alla guerra, il comando tedesco adottò già nel 1936 una dottrina per le comunicazioni radio militari, che definiva la nomenclatura dei mezzi radio per i diversi tipi di truppe, le loro gamme di frequenza e così via. Le comunicazioni radio erano considerate uno dei fattori decisivi per la superiorità delle singole unità corazzate e motorizzate tedesche rispetto alle unità analoghe degli altri nemici. Pertanto, l'installazione di dispositivi di trasmissione e ricezione di apparati senza fili era considerata un aspetto di "grande" compito tattico, che iniziava dall'applicazione all'interno di una singola unità militare (plotone, compagnia, carro armato) e arrivava al livello di comando delle armate.


Nell'immagine il ricevitore "Berta" era un ricevitore universale a onde corte prodotto in Germania nel 1935. Era un ricevitore portatile, utilizzato per ricevere comunicazioni radio da una varietà di fonti, tra cui stazioni radio militari, stazioni radio civili e aerei. Nonostante si pensa che ogni unità corazzata tedesca potesse liberamente parlare una con l'altra, questo non è totalmente vero. La maggioranza dei carri e mezzi tedeschi erano muniti di radio ma solo a livello di ricevitori. Questo li permetteva di ascoltare i comandi e comunicazioni ma senza l'opportunità di rispondere. Nonostante questo bisognava essere molto attenti nell'trasmettere dati radio, e chi aveva questa opportunità doveva rispettare determinate regole.

La diffusa radio comunicazione tedesca viene spesso considerata un "game changer" e una risorsa assolutamente presente in ogni unità tedesca, che permetteva di comunicare tra loro anche a grandi distanze. Però la realtà del suo utilizzo dipendeva da alcune particolarità che tanti non immaginano!

Di per sé, la presenza della radio è un aspetto importantissimo ed è estremamente utile! Offre tanti vantaggi e opportunità. Ma, se una colonna tedesca nel bel mezzo della marcia iniziava a comunicare con la radio da 80 o 100W di trasmittente, questo portava  a farsi sentire e scoprire (come posizione) non solo dalle proprie unità, ma anche dai propri nemici! Spesso anche una radio minore da 30W per un battaglione era abbastanza per essere scoperta dalle unità di radio ricognizione nemiche. Farsi sentire o captare poteva far capire al nemico la propria presenza, il proprio spostamento e addirittura la sua direzione. I sovietici riuscirono anche a capire di che unità si trattava, anche in base al metodo di trasmissione dei dati, sempre personalizzato dal radiofonista dell'unità. E farsi scoprire durante le marce era un vero problema: prima di un attacco poteva portare alla perdita dell'effetto sorpresa e dare il tempo al nemico di prepararsi o attaccare in anticipo.




Nell'immagine il mezzo per la comunicazione radio Sd.Kfz.263 (8 rad) per le unità di ricognizione.

Sebbene lo Stato Maggiore dell'Esercito tedesco avesse formulato due requisiti principali per l'equipaggiamento della Wehrmacht - "completa motorizzazione e radiocomunicazioni affidabili" - in pratica questi non furono soddisfatti.

Sì, tutti i mezzi corazzati mobili della Wehrmacht all'inizio della guerra erano dotati di radio (cioè avevano un ricevitore), ma questo era stato organizzato per la semplice ragione che non erano poi così tanti (poche migliaia di carri armati della Wehrmacht contro decine di migliaia nell'Armata Rossa). Inoltre, c'erano dei problemi con il "feedback" di questa "valanga di mezzi e carri" e, di conseguenza, con la gestione operativa.

La situazione era ancora peggiore per quanto riguarda l'interazione con la fanteria e l'artiglieria, che era anch'essa limitata, poiché le unità corazzate e quelle di fanteria, ad esempio, utilizzavano frequenze diverse e non intersecabili ed erano costrette ad agire attraverso gli stati maggiori. Inoltre, la transizione alle radiocomunicazioni non era psicologicamente facile neanche per gli ufficiali tedeschi.


Il feldmaresciallo Rommel a bordo del proprio Sd.Kfz. 250, battezzato Greif, nel 1942

Oltre a questo, bisogna capire che le radio di quei tempi non erano ideali: si sentivano spesso male, e la loro efficacia dipendeva dal tempo atmosferico, dalla posizione geografica (boschi, colline) e da molti altri fattori che modificavano la loro qualità trasmittente.

Inoltre, per avere un collegamento più stabile e di maggiore gittata, era necessario non solo fermarsi, ma spesso anche posizionare le antenne, che erano alte anche un paio di metri! Questo richiedeva tempo e un po' di "calma", rendendo le radio del periodo molto capricciose.

Di conseguenza, per sfuggire alla ricognizione radio nemica e avere un collegamento più stabile, all'epoca si preferiva utilizzare il collegamento radio tramite cavo. Per questo motivo i tedeschi avevano anche appositi APC con chilometri di cavo che si tiravano dietro in bobine e si srotolavano in movimento. Questo tipo di collegamento era preferito per la comunicazione a livello "battaglione-brigata". In fase di difesa, invece, è chiaro che a qualsiasi livello di comunicazione si preferiva utilizzare solo il cavo!

Un altro efficace metodo di comunicazione poco conosciuto, ma estremamente diffuso tra i battaglioni e le brigate tedesche, era il classico "postino in motocicletta". Questo permetteva di scambiare dati abbastanza velocemente tra le unità senza ricorrere alla radio e rischiare di essere intercettati e scoperti se non c'era un collegamento radio a filo tra le unità. Appositamente per questo, le motociclette erano diffuse a quasi qualsiasi livello di comando tedesco e potevano essere dotate anche di trazione cingolata se necessario. Nello stesso momento, il postino poteva passare per varie unità e creare uno scambio di informazioni tra più unità contemporaneamente.

Naturalmente, in fase offensiva non si può realizzare una collaborazione efficace senza radio! Tuttavia, quando il combattimento a fuoco è già iniziato, la segretezza delle conversazioni è spesso messa in secondo piano per favorire l'organizzazione.


In quelle occasioni quando era possibile utilizzare le proprie capacità radio, si utilizzavano le radio FuG 5 con trasmettitore da 10 watt, era una radio da carro impiegata dalla Wehrmacht durante la Seconda Guerra Mondiale. Introdotta nel 1939, rappresentò un tassello fondamentale per la comunicazione all'interno delle unità corazzate tedesche. Con frequenza: 27-33 MHz e potenza: 10 watt aveva una portata massima di circa 10 km (in condizioni geografiche e atmosferiche perfette). Queste radio permettevano di comunicare con altre unità e dare ordini alle unità munite di ricevitori. La FuG 5 venne installata su tutti i tipi di carri armati tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, diventando uno strumento indispensabile per le forze corazzate. La sua efficacia spinse lo sviluppo di modelli successivi come la FuG 7, la FuG 16 e la FuG 25, che offrivano caratteristiche avanzate come una maggiore portata e la possibilità di comunicazione criptata.


Il APC Sd.Kfz.251 con all'interno una radio "Friedrich"



Stazione radio portatile della fanteria "Friedrich" (anno 1940).


La "Friedrich" era una stazione radio portatile da 10kg utilizzata dalla fanteria tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu introdotta nel 1940 e si rivelò uno strumento di comunicazione molto efficace fino a 10km, e permise ai soldati di comunicare tra loro a distanze maggiori e con maggiore chiarezza rispetto ai sistemi precedenti. La radio era relativamente semplice da usare e poteva essere trasportata facilmente sul campo di battaglia.



Nell'immagine Fug17 - la stazione radio di bordo utilizzata dalla Luftwaffe per il canale "aria-terra".

Un sistema di comunicazione innovativo fu sviluppato e utilizzato per la comunicazione tra diverse armi già dal 1939. Oltre alle radio da 10 watt Fu 5 utilizzate per la comunicazione tra carri armati, sui carri armati e sui blindati dei comandanti venivano installate radio da 20 watt Fu 7 per la comunicazione con gli aerei. Sugli aerei, invece, erano installate le radio FuG 17 per la comunicazione con i carri armati. Questo sistema permetteva ai comandanti dei battaglioni corazzati di coordinare in tempo reale l'intervento di diverse squadriglie aeree per supportare le operazioni sul campo di battaglia. Le radio erano installate su vari modelli di carri e blindati tedeschi come ( Pz.Bef.Wg. III, V, VI, VI B Tiger II, 35(t), Pz.Beow. IV, sui blindati Sd.Kfz. 250/3 e 251/3, Sd Kfz. 260 ). In teoria, ogni reggimento corazzato poteva utilizzare questo sistema per guidare gli aerei durante le operazioni.


I tedeschi riuscirono a risolvere completamente il problema dell'interazione tra le diverse unità terrestri e aeree solo nel 1944 con l'introduzione della piccola radio "Dorette".
Questa radio era davvero piccola e poteva essere portata su una cintura, ma nonostante le sue dimensioni ridotte permetteva di comunicare con sicurezza a distanze di da 2 a 4 km.
Tuttavia, per questo venivano utilizzate un'antenna verticale piuttosto lunga e una pesante batteria.




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