LA CORAZZA NON SI MISURA SOLO IN MILLIMETRI
Nella foto un fotografo analizza il foro nella
torre di un “King Tiger” tedesco.
Molti di noi che sono interessati ai corazzati spesso si rivolgono alle tabelle per confrontare la corazza e la potenza di un cannone (in millimetri). In queste tabelle, vediamo dati spesso estremamente vari, lontani dalla realtà, sia per difetto che per eccesso. Ma molti di noi non hanno dati reali a disposizione, e comunque questi dati su carta rappresentano l'unica via veloce per conoscere l'efficacia di un determinato cannone contro la corazza.
Ma nella vita reale non è affatto così facile come sembra. Prendiamo ad esempio il cannone tedesco da 75 mm che perforava secondo la tabella - (96 mm con un angolo di 30 gradi di inclinazione da 500 m e 80 mm sempre con inclinazione di 30 gradi, ma da 1000 m). La corazza del carro T-34 - (45 mm reale inclinata a 60 gradi dal normale, che dava 90 mm di corazza orizzontale). Detto così, la corazza dei T-34 sembrerebbe immune da 800 m in su, ma in realtà si perforava anche a 1 km!
I test hanno stabilito che per fermare i colpi con munizioni perforanti di un cannone da 75 mm tedesco da 800 m ci volevano 75 mm di corazza effettiva, che dava 150 mm orizzontale sotto un'angolatura di 60 gradi. Ma perché così? In realtà, le tabelle non forniscono i dati di ogni proiettile con ogni tipo di corazza.
I calcoli vengono effettuati con l'aiuto di formule matematiche, ma non tramite test con ogni tipo di proiettile contro ogni tipo di corazza. Nelle formule sono utilizzati dei coefficienti che non sempre corrispondono alla vera resistenza della corazza, alla sua flessibilità agli urti in base ai componenti di cui è fatta.
Un ruolo enorme è giocato dalla qualità delle munizioni e dalla sua costruzione, aspetti che non vengono sempre considerati nella formula. Nella realtà, bisognerebbe tenere conto della resistenza della corazza agli urti, della sua viscosità e elasticità, aspetti che portano a risultati completamente diversi (ad esempio, i proiettili perforanti temprati resistenti ma con punta arrotondata "angolo ottuso" perforano meglio la corazza inclinata rispetto a quelli con punta "acuta").
Molto importante è anche l'inclinazione della piastra. In passato si pensava che l'inclinazione favorisse solo il rimbalzo delle munizioni e migliorasse lo spessore orizzontale della corazza, ma in realtà si è rivelato tutto più complesso. Dopo svariati test, si è capito che se il calibro del proiettile è più grande dello spessore della piastra (spessore reale), il coefficiente di difesa della piastra si abbassa (ad esempio, spessore corazza 45 mm e calibro munizione 75 mm).
Le varie munizioni interagiscono in modo diverso con la corazza e viceversa (in breve: munizioni leggere da 38, 45 o 75 mm), resistenti e temprate con grande velocità di volo, rimbalzano facilmente contro corazze molto dure e temprate. Invece, le munizioni pesanti di grande calibro, se anche più lente in velocità, perforano con più facilità o letteralmente spezzano le corazze dure e temprate. Tante volte, il colpo di una munizione pesante (es. 122 - 152 mm), anche se non perfora la corazza, causa una rottura di pezzi di corazza dalla parte interna della piastra, capaci di essere fatali per ogni membro dell’equipaggio. Per le munizioni pesanti è meglio una corazza spessa ma più "viscosa ed elastica" capace di ammortizzare il colpo; come forse già intuito, tale corazza è come burro per munizioni leggere, veloci e temprate.
Le munizioni a carica cava, invece, non seguono queste regole: a perforare la corazza non è un "proiettile perforante", ma l'effetto cumulativo con un getto di metallo a velocità enormi. La munizione a carica cava di per sé non influisce sulla corazza, ma esplode appena entra a contatto con il carro nemico grazie a un sensore a pressione tarato a pressioni minime (da 1 a 3 mm). Qui il calibro non indica il diametro della munizione perforante, ma incide sulla grandezza della cavità dentro alla munizione e sulla quantità di esplosivo che deve detonare. Più grande è la cavità e l’esplosivo che deve detonare, maggiore sarà la forza di “perforazione” della corazza in “millimetri”. Non posso, però, non precisare! Questo si riferisce al periodo della Seconda Guerra Mondiale; dopo la guerra, si è capito che non si può ingrandire le munizioni all'infinito per aumentare le cavità. Dopo, si è capito che era importante anche il metallo di cui era fatta la cavità; quindi, migliorando il materiale della cavità, si migliorava la forza di perforazione mantenendo lo stesso calibro.
Per concludere, non bisogna guardare le tabelle come una verità indiscussa, ma allo stesso tempo non sono neanche sbagliate. Semplicemente, non si può tener conto di tutto, e in alcuni casi i dati reali sono molto diversi. La tabella è ottima per capire la perforazione di un cannone secondo i dati della tabella, spessore della corazza e inclinazione. Ma tenendo conto di questo problema, le case costruttrici effettuano prove reali su varie corazze.


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