L'IMPORTANZA DELLA MODERNIZZAZIONE DEI MEZZI MILITARI

 

Nella foto le torri dei carri M1 Abrams in fase si modernizzazione e revisione.

Oggi vorrei spendere qualche parola per spiegare cosa significa "modernizzare un mezzo militare". Nell'enciclopedia militare, la "modernizzazione" si riferisce all'aggiornamento di apparecchiature militari obsolete, migliorando la qualità delle sue singole parti (parti meccaniche). Ma comporta anche la modifica della composizione delle apparecchiature al fine di migliorarne le caratteristiche e le prestazioni (parte elettronica), con l'obiettivo di migliorare le qualità operative e tecnologiche senza cambiare lo scopo di questa apparecchiatura.

In parole povere, molte volte la modernizzazione consente di portare la qualità (ad esempio, di un carro armato) costruito negli anni '70, almeno al livello degli anni 2000, spendendo un quarto del costo di un carro nuovo. Significa che si possono spendere 100 per acquistare 10 carri nuovi o 100 per migliorare 40 carri vecchi.

A livello teorico è facile, ma a livello pratico è molto più difficile, poiché è necessario rispettare procedure logistiche e finanziarie molto complesse. Ecco alcuni passaggi:

  1. 1. Formulare i requisiti di cui ha bisogno il ministero della difesa per il mezzo da modernizzare.
  2. 2. Determinare il livello delle caratteristiche e delle prestazioni necessarie dal mezzo modernizzato.
  3. 3. Formare una "lista" delle possibili varianti di modernizzazione di armi e attrezzature militari per soddisfare tali requisiti.
  4. 4. Determinare se queste modifiche possono essere realizzate con l'aiuto delle proprie forze industriali o se è necessario coinvolgere risorse esterne, cercando di rimanere in linea con la propria situazione tecnico-militare (dottrina militare).
  5. 5. Condurre un'analisi militare-economica secondo il criterio di "efficienza - costo" e selezionare le opzioni preferite in modo razionale.
  6. 6. Documentare il progetto di modernizzazione.
  7. 7. Implementare le modifiche in collaborazione con le imprese.

Ora, un paio di esempi: il bombardiere strategico americano B-52 è in servizio da 69 anni. Questo non è dovuto al fatto che il Pentagono USA non abbia i soldi per un nuovo aereo di questa classe, ma piuttosto perché costruire un aereo simile richiederebbe più di 50 miliardi di dollari e una decina d'anni. Aggiornandolo con nuovi motori ed elettronica, lo hanno mantenuto operativo fino ad oggi spendendo meno.

Nella foto il bombardiere strategico americano B-52.

Dopo aver deciso i requisiti che devono avere i nuovi mezzi modernizzati e aver condotto un'analisi "costo-efficienza", bisogna entrare nei "dettagli". La direzione chiave della modernizzazione è il raggiungimento di caratteristiche e prestazioni che assicurino il completamento dei compiti assegnati al mezzo militare nel lungo periodo. Non si considera modernizzazione la sostituzione di un elemento obsoleto con uno più nuovo se ciò non aumenta le caratteristiche "tattico-tecniche" del mezzo (ad esempio, sostituire un motore degli anni '60 da 300 CV con un motore del 2000 ma sempre da 300 CV non è considerato modernizzazione). Un'altra piccola "regola" consiste nel dare la priorità alle caratteristiche di combattimento su quelle dinamiche (ad esempio, se un carro viaggia a 30 km/h e spara mediamente a 3 km, è prioritario migliorare la sua forza di fuoco a 5 km piuttosto che la velocità a 40 km/h).

In molti casi, la modernizzazione dei mezzi militari risulta molto importante per comprendere l'aspetto futuro dei mezzi di cui abbiamo bisogno. Pertanto, in base alla nostra esperienza, possiamo svolgere le seguenti attività:

  • Sviluppare le basi scientifiche e tecniche per i mezzi di nuova generazione e, in base al punto 1, creare (o trovare) una base di produzione adeguata.
  • Sulla base della collaborazione tra sviluppatori e l'esercito, si determina l'aspetto strutturale e tecnico dei mezzi di nuova generazione.

È importante sapere che non è necessario modernizzare un mezzo se è stato raggiunto il suo "tetto" nello sviluppo e nelle richieste. Molte volte, i nuovi obiettivi posti dalla dottrina ci costringono a passare a mezzi con nuove caratteristiche fondamentali basate su nuovi principi fisici nella sua creazione.

Nella foto i carri Leopard 1 tenuti in stock.

Però, sapendo le cose già dette, bisogna chiedersi: cosa facciamo se abbiamo molti mezzi militari "vecchi" messi in stoccaggio che devono essere modernizzati per essere usati? In questo caso, indubbiamente, è necessaria una valutazione militare-economica approfondita della fattibilità di modernizzare ciascuno dei modelli in stocaggio. Bisogna capire e simulare l'uso esatto in battaglia di ciascuno dei modelli da modernizzare e, in base ai risultati, capire se servono questi mezzi oppure no e, se sì, come migliorare i mezzi?

Successivamente, bisogna capire se le modifiche necessarie possono essere fatte ai mezzi già esistenti oppure se è necessario produrli nuovi con le modifiche calcolate (ad esempio, avendo un carro armato fermo dagli anni '70, possiamo montare un motore nuovo ora, o conviene costruire lo stesso carro nuovo con le misure per un motore nuovo).

È importante aggiungere che economicamente conviene modernizzare un mezzo militare vecchio solo se il costo per la progettazione e simulazione non supera il 10% della modernizzazione stessa (ad esempio, costo di modernizzazione 1 milione, quindi progettazione e simulazione costo massimo 100,000). Inoltre, i costi di miglioramento non devono superare il 30-40% dei costi iniziali di acquisto del mezzo, quindi la modernizzazione rimane sempre sulla bilancia "costo-efficienza". Un altro aspetto importante è che non bisogna modernizzare un numero eccessivo di mezzi vecchi (anche se conviene al 90%), questo comporta comunque ad avere un parco mezzi vecchio che esercita pressione sul meccanismo logistico militare (riparazione, manutenzione, conservazione, ecc.). Pertanto, la modernizzazione è un importante problema scientifico e produttivo che richiede un approccio molto curato usando una base metodologica adattata per ogni caso specifico con criterio "costo-efficienza".

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